
giovedì 3 dicembre 2009
Agatha - Getting Dressed for a Death Metal Party (2007)

martedì 3 novembre 2009
mercoledì 23 settembre 2009
Iride - Casa (2009)
venerdì 4 settembre 2009
Motorpsycho - Child of the Future (2009)
domenica 16 agosto 2009
Pissed Jeans - Hope for Men (2007)

venerdì 14 agosto 2009
Pissed Jeans - Shallow (2005)

Niente stronzate, io sono malato. Queste sono le prime parole che Matt Korvette, lurido indiavolato, sputa nel microfono. Così si apre Shallow (2005, Parts Unknown Records), primo disco dei Pissed Jeans. Charleston, mazza chiodata, mazza chiodata sopra il charleston e un pazzo che sputa l'anima come se fosse il figlio naturale del più cattivo degli Henry Rollins adottato dal più frenetico dei David Yow. Come una voragine: "I'm Sick". Risali lentamente, l'anima che si salva, le mani che stringono pietre, l'affanno e quel cicciobomba di Fry, l'uomo con la chitarra, grasso come il suono della sua chitarra, che ti ributta giù con una canzone scippata direttamente agli Stooges - "Boring Girls" - e che alla bonanima di Ron Ashenton avrebbe fatto venire un'erezione marmorea post-adolescenziale da sei ore. Un solo accordo che procede spedito come una vecchia Ford Mustang su una strada di campagna. Dieci secondi per rifiatare - "Ugly Twin (I've Got)" -, il basso come un oasi nel deserto. Il ritmo si dilata, entra la chitarra... i Melvins che suonano "Sacrifice" dei Flipper per 7 minuti e 23 secondi di tortura e desolazione sonora. Un calore agghiacciante che ti sputa sul muro. "Ashamed of My Cum" (titolo degno di un qualsiasi studente di Yale) ti sbatte all'estate del 1984, con gli occhi puntanti sugli Scratch Acid che stanno per violentarti i timpani con sommo piacere, mentre alla tivù trasmettono qualche sport direttamente da Los Angeles.
The fuckin' Stooges, Melvins, Flipper, Scratch Acid, Black Flag seconda maniera, chitarra saturata in un vecchio valvolare... tutti gli ingredienti per fare del rock una pozzanghera sporca nella quale sguazzare come un animale... riff su riff.
Ti senti animale, animale in gabbia? Prenditi la tua pozzanghera. Amen.
domenica 9 agosto 2009
One Dimensional Man - Take Me Away (2004)

sabato 8 agosto 2009
One Dimensional Man - You Kill Me (2001)

giovedì 6 agosto 2009
One Dimensional Man - 1000 Doses of Love! (2000)

venerdì 17 luglio 2009
mercoledì 15 luglio 2009
Altro - Candore (2001)
lunedì 13 luglio 2009
Dinosaur Jr - Farm (2009)

domenica 12 luglio 2009
Flipper - Love (2009)

L’erba cattiva non muore mai. Magari invecchia, diventa più amara, dal sapore ancora più forte; magari invecchiando s’ammorbidisce - un sapore delicato e leggero -, magari si sceglie un vino adeguato, un contorno per sentirsi meno soli. Magari, se l’erba cattiva è così cattiva da arrivare a schiattare sarà stata sicuramente abbastanza cattiva per tirarsi qualcuno con sé nello sprofondo. Non sono sicuro, credo di preferire l’erba che ti fa male.
La voce di Bruce Loose s’è fatta più tagliente, più dura. Ha qualche nuova sfumatura, adeguata per raccontare le sue storie di disumana sofferenza e umana sopportazione. Più che erba cattiva, sembra uno psicopatico con il pallino della comunicazione. Sarà, sarà quel che sarà, ma è vivo... i Flipper sono vivi, incazzati come quindicenni e con il fegato da ottantaduenni. Sono dei vecchi incazzati, ma comunque vivi e in una tirata fanno il culo all’80% dei gggiovani d’oggi che imbracciano un qualsiasi strumento perché, pur sforzandosi di non aver classe - una di quelle stronzate per gente che si sforza d’esser seria -, la classe non è acqua e loro di acqua ne hanno sempre bevuta poca.
E allora la gioventù sonica invecchia, mostra le rughe, gira il mondo in tour-bus per dischi stanchi ... Un tour-bus che qualcuno più furbo riempierebbe di gnocca e alcol. I Flipper no, non hanno rughe e nessun tour-bus. Solo cicatrici.
Will Shatter è schiattato da non poco e allora Steve DePace, Ted Falconi (sì, quello che sembra suonare la chitarra con una smerigliatrice) e Bruce Loose si pigliano un figlioccio, uno di quelli che hanno creato, e gli dicono di spaccare teste con gioia. Ed è così che Chris Novoselic stacca il basso Gibson - quello nero - dal chiodo dove era stato appeso e prende a suonare con i suoi idoli, con quelli che, sotto consiglio dell’amico Buzz Osburne, ascoltava tre volte al giorno. E il basso c’è, strumento da sempre principe dei deliri dei Flipper, questa volta con dei giri, dei maggiori, con degli alti che non te lo immaginavi così il Novoselic dato che lo ricordavi come un Don Abbondio "quasi" qualsiasi.
La ricetta è quella da trent’anni a questa parte: versione ultra-lenta, ultra-disperata dell’Hardcore, come se i Joy Division si mettessero a suonare “Damaged” credendo d’essere i Black Sabbath... tutto sotto la supervisione dell’Iggy ultra-fatto e sfatto di Funhouse. Tutto ultra, ci macherebbe. E allora i monoliti da oltre sei minuti - “Only One Answer”; “Why Can’t You See”; “Old Graves” - non li racconto nel loro incedere lento e marcato, da scia marrone, da sofferenza diffusa e profusa ... Sarebbe come svelarvi chi è l’assassino. Vi dico che Bruce ad un certo puto cambia, smette di raccontare e canta - “Be Good, Child!”; “Learn to Live”; “Night Falls”. Quella melodia che non aspettavi da uno stronzo che non vuole intrattenerti, ma solo farti del male. Sarà che sta invecchiando? Per Love (2009) arruolano un altro vecchio illustre, Jack Endino, e tutti a casa Novoselic per un "Camp Band" fiquo e profiquo.
E ora bisogna scegliere. Io gridavo cose giuste ed ora sono uno splendido quarantenne... oppure... Maledetti Bastardi, sono ancora vivo?




